““Non si faccia venire un esaurimento nervoso”, le scrisse una volta Calvino: “se non ci darà il libro in maggio, ce lo darà in giugno, se non in giugno in luglio, se in luglio non ce l’ha ancora dato mandiamo un sicario a ucciderla, ma lei deve lavorare tranquilla, come in un letto di rose”.”—
La donna che tradusse il giovane Holden | Wittgenstein (via plettrude)
Al di là della frase e del suo meraviglioso doppio carpiato finale, una bella intervista sul mestiere del traduttore. Affascinante eppure sottopagato, alienante e avaro di soddisfazioni.
Mi chiedo se sia così solo in Italia oppure la triste vita dei traduttori sia una costante universale (leggendo Hofstadter mi verrebbe da dire la seconda).